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PIEVE ARCIDIACONALE
di Santa Maria Nascente
Agordo

STATUTO DEL CONSIGLIO PASTORALE PARROCCHIALE

(approvato nella seduta del 30.01.2010)

Art. 1 – Costituzione e natura
E' costituito nella Pieve Arcidiaconale di Santa Maria Nascente in Agordo, Diocesi di Belluno-Feltre, il Consiglio Pastorale Parrocchiale (CPP). Esso ha sede presso la Casa parrocchiale in via Fadigà 2 in Agordo. Secondo le indicazioni del Concilio Vaticano II e a norma del can. 536 del CIC è Organismo consultivo di comunione e di corresponsabilità nella missione ecclesiale a livello parrocchiale.
Art. 2 – Finalità
Il CPP ha i seguenti scopi:
- studiare la realtà pastorale della parrocchia
- elaborare un piano pastorale unitario annuale o pluriennale, tenendo conto dei programmi della Chiesa italiana e diocesana, nonché delle esigenze unitaria pastorale unitaria a livello foraniale e zonale.
- consigliare il Parroco ricercando, studiando e proponendo soluzioni pratiche circa le attività pastorali che vanno attuate in parrocchia
- coordinare le varie espressioni parrocchiali di vita laicale
- offrire alla comunità un esempio di fede e di comunione attraverso momenti di preghiera, riflessione e formazione pastorale
- analizzare ed eventualmente esprimere parere collegiale su problemi e situazioni di carattere sociale che interessino la comunità locale e, in qualche modo, interpellino i credenti.
Art. 3 – Composizione
Il CPP è composto da 22 Consiglieri
§1. Appartengono di diritto:
1. Il Parroco
2. Il Vicario Parrocchiale (attualmente vacante)
3. L'Assistente Religioso dell'Ospedale Civile
4. Il Diacono Permanente
5. Una Rappresentante delle Religiose operanti in parrocchia
§2. Quattordici membri vengono designati secondo le modalità della elezione e altri tre vengono scelti liberamente dal Parroco
§3. Qualora un membro cessi di far parte del CPP subentra al suo posto il primo dei non eletti.
§4. Un membro decade dal suo mandato:
- per rinuncia
- per il venir meno dei requisiti richiesti a norma del can. 512, §1 (piena comunione con la Chiesa)
- per assenza ingiustificata verificatasi per tre sedute consecutive
- per la perdita del domicilio parrocchiale, salvo quanto previsto dall'articolo seguente, §2.
Art. 4 – Elezioni e durata del CCP
§1. Le elezioni per la scelta dei membri elettivi del CPP sono effettuate nei tempi e nei modi stabiliti di volta in volta. I membri restano in carica cinque[1] anni ed è possibile la loro rielezione.
§2. Hanno diritto di voto attivo tutti coloro che, ricevuti i sacramenti dell'iniziazione cristiana, hanno il proprio domicilio in parrocchia oppure vi operano normalmente pur abitando altrove, ed hanno compiuto il 16° anno di età. Hanno diritto di voto passivo soltanto le persone maggiorenni in possesso dei requisiti suddetti e in piena comunione con la Chiesa a norma dell'Art. 3, §4 del presente Statuto.
§3. Durante la vacanza della parrocchia il CPP rimane in carica, è convocato e presieduto dall'Amministratore parrocchiale o dal sacerdote indicato dall'Ordinario. Il nuovo Parroco, fino a tre mesi dopo il suo ingresso, può chiedere ed ottenere le dimissioni del CPP solo per gravi motivi.
Art. 5 – Presidenza
§1. Il Presidente del CPP è il Parroco (can. 536, §1). Se impossibilitato a presenziare, delega il Vicario Parrocchiale.
§2. Il Consiglio di Presidenza (o Giunta) è formata dal Parroco, dal Vicario Parrocchiale, dal Segretario e dal Direttore eletti tra i membri del Consiglio Pastorale all'inizio della prima seduta. In questa stessa seduta viene indicato il Rappresentante del CPP presso il CPAE (Consiglio Parrocchiale per gli Affari Economici).
§3. Spetta al Consiglio di Presidenza fissare l'odg e al Presidente convocare il Consiglio. Il Segretario – almeno 10 giorni prima della data fissata – dirama le convocazioni con l'odg e provvede poi alla verbalizzazione della discussione e delle decisioni.
Art. 6 – Commissioni di Ambito
§1. Alla prima seduta del nuovo CPP vengono costituite le "Commissioni di ambito", secondo la distinzione vigente oggi in diocesi:
Ambito della Chiesa che prega e celebra
Ambito della Chiesa che educa
Ambito della Chiesa che accoglie
Ambito della Chiesa che dialoga con la città e il territorio
§2. I Responsabili di detti ambiti sono scelti all'interno del CPP. I Membri delle singole Commissioni possono essere scelti anche al di fuori del CPP, dopo averne verificata la disponibilità.
§3. E' possibile la costituzione di sotto-commissioni per settori specifici di intervento pastorale.
Art. 7 – Sedute
§1. Il CPP si riunisce almeno quattro volte all'anno e ogniqualvolta lo richiede la maggioranza semplice dei membri. Per la validità della seduta è richiesta la presenza della maggioranza semplice dei membri (12/22). Le sedute sono normalmente riservate, a meno che il CPP non decida diversamente per particolari argomenti o necessità.
§2. Ogni seduta inizia con un momento di preghiera
§3. Tutti gli anni i CPP dedica una giornata alla propria formazione, alla verifica e alla preparazione del piano pastorale.
§4. Si ritiene valida la seduta quando è presente la metà più uno dei Consiglieri (12/22). Se un Consigliere non può partecipare alla riunione, deve darne tempestiva comunicazione al Segretario.
Art. 8 – Deliberazioni
§1. Il CPP esprime pareri e propone iniziative in ordine alla vita della Comunità parrocchiale, che divengono esecutive con l'approvazione del Parroco e quindi rese note ai fedeli.
§2. Il Parroco ascolta e accoglie i pareri e le proposte del Consiglio a meno che non abbia gravi motivi prevalenti in contrario (cf. can. 127, §2/2°). In tal caso presenta al CPP quelle motivazioni che possono essere rese di dominio pubblico.
§3. Le iniziative di grande rilevanza pastorale, per essere attuate necessitano del parere favorevole della maggioranza qualificata (15/22) dei Consiglieri. All'occorrenza si può procedere mediante votazione segreta chiesta dal Presidente o almeno da un terzo dei membri.
§4. Il Consigliere assente giustificato, in caso di votazione può delegare al voto un altro consigliere, ma solo relativamente ad argomenti all'ordine del giorno. La delega, in forma scritta, deve essere esibita dal Delegato all'inizio della riunione Consiglio.
Art. 9 – Modifica dello Statuto
Il presente Statuto può essere modificato con la maggioranza qualificata (15/22) del Consiglio e dopo che i membri hanno avuto modo di prendere previa visione della bozza del nuovo Statuto.
Art. 10 – Rinvio alle norme generali.
Per quanto non contemplato nel presente Statuto, si applicheranno le norme del Diritto Canonico.
[1] Modifica effettuata nella riunione del 09.02.2013 (durata, portata da tre a cinque anni)